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CATA Ambiente e Sicurezza:
formazione sicurezza sul lavoro perché gestire la sicurezza è meglio che subirla

Corsi di formazione sicurezza sul lavoro

Corsi proposti dal CATA costantemente aggiornati in base alle normative vigenti in materia di formazione sicurezza sul lavoro, salute e ambiente.
Ogni anno il nostro staff di docenti professionisti forma gli artigiani, imprese e dipendenti.
Le lezioni sono tenute direttamente in azienda o presso le nostre aule attrezzate. Inoltre, un sistema di richiamo, permette a chi deve frequentare i corsi di formazioni per l'aggiornamento,
di non perdere le date di lezione. Il CATA è anche disponibile a strutturare dei percorsi di formazione in base alle necessità aziendali.

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Appalti pubblici: qualificazione SOA per lavori pubblici

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Il Consorzio CATA organizza corsi formazione sicurezza imprese per tutte le figure professionali della tua impresa. Uno staff giovane e disponibile impegnato ad individuare i percorsi di formazione necessari alla tua impresa. Di seguito, viene riportato l’elenco dei corsi di formazione che CATA ti offre

  • Rspp - datori di lavoro
  • Addetti primo soccorso
  • Addetti antincendio
  • Rls
  • Lavoratori
  • Dirigenti
  • Preposti
  • Macchine e attrezzature
  • Ponteggi e lavori tramite funi
  • Lavori elettrici
  • Lavori stradali
  • DPI 3^ categoria
  • Spazi confinati

 

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  • Novità ambientali 2023

    Novità ambientali 2023

    L'anno 2023 è iniziato all’insegna delle novità che il C.A.T.A. Consorzio Artigiano per la Tutela dell'Ambiente si propone sempre di rendere disponibili ed adattabili alle concrete esigenze delle imprese.

    Di seguito alcuni punti meritevoli di attenzione.

    • Consulente ADR - A partire dal 1° gennaio 2023 la figura dello speditore è equiparato, per quanto riguarda le esenzioni previste quali ad esempio la nomina del consulente ADR, alle imprese definite come imballatore, riempitore di merci o di rifiuti pericolosi.  Tale regime prevede sempre e comunque per tutti il rispetto delle corrette procedure di manipolazione e imballaggio delle merci e, in alcuni casi in cui l’esonero non è previsto, la nomina di un consulente ADR che si occupa della formazione del personale, del mantenimento e della verifica dei necessari requisiti per il trasporto in sicurezza di merci pericolose su strada.

    • Etichettatura ambientale degli imballaggi - A partire dal 1° gennaio 2023 chiunque immetta imballi nel mercato (per esempio merce imballata con scatole in cartone, reggette, films estensibili o pallets) è chiamato a provvedere all’etichettatura ambientale degli imballaggi, cioè a rendere disponibili al destinatario alcune informazioni relative alla natura e allo smaltimento dei materiali.

    • Emissioni in atmosfera - Ricordiamo che nel corso del 2023 andranno a scadere, trascorsi 15 anni, le autorizzazioni di carattere generale le cui richieste di adesione erano state effettuate nell’anno 2008. Il rinnovo della richiesta di adesione all’autorizzazione alle emissioni in atmosfera di carattere generale dovrà essere presentata almeno 45 giorni prima della naturale scadenza. Inoltre, nel corso del 2023, dovranno essere eseguite le analisi periodiche delle emissioni in atmosfera:

    • Annuali, per le ditte titolari di Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) ovvero di Autorizzazione alle emissioni in atmosfera “ordinaria

    • Triennali, se effettuate l’ultima volta nell’anno 2020, per le ditte che hanno aderito all’Autorizzazione alle emissioni in atmosfera di “carattere generale”.

    • Dichiarazione MUD 2023 - Ricordiamo che attualmente  la scadenza della dichiarazione dei rifiuti è fissata al 30/04/2023 Tutti i produttori di rifiuti speciali pericolosi sono obbligati ad elaborare e trasmettere la dichiarazione dei rifiuti (olio esausto, accumulatori al piombo, filtri olio, solventi chimici, …). L’inosservanza di questa disposizione di legge porta a rilevanti sanzioni. I produttori di soli rifiuti non pericolosi sono obbligati a presentare la dichiarazione solo se con numero di lavoratori superiore a dieci. I produttori di soli rifiuti non pericolosi con numero inferiore o uguale a dieci lavoratori non devono quindi presentare la pratica.

    • Albo Nazionale Gestori Ambientali - Le imprese che producono e trasportano i propri rifiuti devono essere iscritte all’Albo Gestori Ambientali e i diritti di iscrizione scadono il 30 aprile di ogni anno. Anche in questo caso, se il mezzo circola senza la dovuta autorizzazione si configura il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

    Per dubbi o chiarimenti in merito il C.A.T.A. rimane a completa disposizione e ricorda inoltre che, per le imprese già aderenti ad altri servizi, sono riservate particolari tariffe agevolate.

    Per chiedere informazioni più dettagliate cliccare qui o contattare i nostri uffici al 0437 851367 o mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

     

  • RIFIUTI: LA DICHIARAZIONE MUD 2023

    RIFIUTI: LA DICHIARAZIONE MUD 2023

    Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) è una dichiarazione relativa ai rifiuti prodotti e smaltiti che va presentata annualmente da diverse tipologie di imprese. Esso rappresenta un obbligo di comunicazione.

    MUD2022 immag ufficiale

     

    La normativa di riferimento è piuttosto corposa e comprende in particolare la Legge 70/1994 e il Decreto Legislativo 152/2006; ogni anno tuttavia – a causa del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e della data in cui esso viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – possono essere previste modifiche sia riguardo ai contenuti sia riguardo alla scadenza della presentazione: non considerando eventuali proroghe ad oggi sconosciute, la scadenza è prevista come sempre per il 30 aprile 2023.

     

     

    Il Modello di Dichiarazione Ambientale è articolato in Comunicazioni che devono essere presentate da diverse tipologie di imprese: i produttori di rifiuti speciali solitamente presentano la Comunicazione Rifiuti, ma sono presenti anche la Comunicazione Veicoli Fuori Uso, quella per gli Imballaggi, quella per i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), quella per i Rifiuti Urbani e raccolti in convenzione e la Comunicazione per i Produttori di AEE.

    Il MUD, uno per ogni unità locale e riferito all’anno precedente la presentazione, va inviato alla Camera di Commercio di competenza ed è previsto per l’attuazione delle varie norme in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica.

    Ricordiamo che i soggetti obbligati sono i seguenti:

    • chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti

    • commercianti e intermediari senza detenzione

    • imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti

    • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi

    • imprese ed enti che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali ed artigianali

    • i Consorzi istituiti per il recupero e riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti

    • i gestori del servizio pubblico di raccolta.

    Per la compilazione e l’invio della dichiarazione, sono messi a disposizione delle imprese appositi portali e prodotti informatici e tutte le informazioni necessarie alla firma digitale e ai pagamenti dei diritti di segreteria.

    Infine, per completezza, specifichiamo che sono previste delle sanzioni:

    • da euro 26,00 a euro 160,00 per un invio ritardato del MUD ma entro 60 giorni dalla scadenza

    • da euro 2.000,00 a euro 10.000,00 per un invio successivo ai 60 giorni dalla scadenza, per un’omessa, incompleta o inesatta dichiarazione.

    Il C.A.T.A. – Consorzio Artigiano per la Tutela dell’Ambiente – da anni supporta le imprese in questi adempimenti e rimane a completa disposizione sia per la trasmissione delle pratiche sia per il controllo dei registri cronologici di carico scarico e la gestione dei depositi temporanei, presso gli uffici del C.A.T.A. o direttamente presso le sedi dei Clienti.

    Ricordiamo infine che per gli aderenti a Rete Imprese Dolomiti, al Sistema gestionale “Secur8” o già seguite per la Sicurezza e la Formazione, sono previsti costi agevolati.

    A disposizione per ogni chiarimento.

    C.A.T.A.

    Dott.ssa Eleonora Salvadego

    Tel 0437 851367

    Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • ETICHETTATURA AMBIENTALE DEGLI IMBALLAGGI: GLI OBBLIGHI DAL 1 GENNAIO 2023

    ETICHETTATURA AMBIENTALE DEGLI IMBALLAGGI: GLI OBBLIGHI DAL 1 GENNAIO 2023

    L’11 settembre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116, che recepisce la direttiva UE 2018/851 sui rifiuti, e la direttiva (UE) 2018/852 relativa agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio.

    In particolare sono state apportate modifiche al comma 5 dell’art. 219 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152, il Testo Unico in materia ambientale.

    rifiuti

    COSA PREVEDE LA NORMATIVA

    La normativa dispone che tutti gli imballaggi siano “opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. I produttori hanno, altresì, l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione.

    DUE DIVERSE CASISTICHE

    Dallo studio dei testi di legge si evincono due situazioni differenti per la strutturazione dei contenuti minimi dell’etichetta a seconda del circuito di destinazione finale degli imballaggi: B2B (commerciale/industriale) o B2C (consumatore/canale domestico).

    Inoltre vengono presi in considerazione, in modo diverso, gli imballaggi monocomponente, quelli multicomponente e quelli composti.

    COSA RIPORTARE IN ETICHETTA

    I contenuti generali da riportare in etichetta sono diversi in base ai canali di destinazione.

    Canale B2B: va indicata obbligatoriamente la codifica alfanumerica indicante la natura del materiale (es. FOR 50) e sono consigliate la descrizione della tipologia di imballaggio, le indicazioni per la raccolta e i suggerimenti per una raccolta differenziata di qualità.

     Canale B2C: vanno indicate obbligatoriamente la codifica alfanumerica indicante la natura del materiale (es. FOR 50) e le indicazioni per la raccolta, è altamente consigliata la descrizione della tipologia di imballaggio e sono consigliati i suggerimenti per una raccolta differenziata di qualità.

    Consigliamo di verificare la codifica dell'imballaggio consultando la normativa (Decisione 97/129/CE) e poi di chiedere conferma al proprio fornitore.

    Ricordiamo che l'obbligo di codifica del materiale ricade espressamente sul Produttore dell'imballaggio.

    COME COSTRUIRE L’ETICHETTATURA AMBIENTALE

    Le informazioni per l’etichettatura ambientale degli imballaggi possono essere rese disponibili mediante l’apposizione della classica etichetta sulla merce oppure è consentito il ricorso a canali digitali (ad esempio App, QR code, siti web), in coerenza con il processo di innovazione tecnologica e semplificazione previsto all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

    Possono essere utilizzati anche documenti di trasporto o altra documentazione che accompagna la merce a patto che l’accesso all’informazione specifica per l’imballaggio risulti facile e diretta, e che detta informazione sia puntuale e non di difficile interpretazione.

    ENTRATA IN VIGORE ED ESAURIMENTO SCORTE

    Gli obblighi entrano in vigore il 1° gennaio 2023 ma i provvedimenti prevedono la possibilità per gli operatori del settore di commercializzare gli imballaggi privi dei nuovi requisiti già immessi al commercio o già provvisti di etichetta al 1° gennaio 2023, fino ad esaurimento scorte.

    SANZIONI

    Chiunque immette nel mercato imballaggi privi dei requisiti di cui all’art. 219 comma 5, D.Lgs 152/2006 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.200,00 a € 40.000,00.

    LINEE GUIDA

    Il Ministero della Transizione Ecologica ha reso disponibili le Linee Guida sull’etichettatura degli imballaggi ai sensi dell’art. 219 comma 5 del D.Lgs. 152/2006 e ss. mm. nelle quali  viene spiegata la normativa con utili esempi pratici e di facile consultazione.

    Il C.A.T.A. rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti o consulenze al num. 0437 851367 o mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • ADR nota esplicativa sui casi di non obbligatorietà della nomina del consulente ADR per trasporto stradale di merci pericolose

    Come auspicato nella nostra precedente comunicazione sull'argomento e' stata pubblicata ieri (21/12/2022) a firma del Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture Trasporti una nota esplicativa dove le esenzioni previste dall' Accordo ADR per tutti i soggetti QUALI trasportatore, imballatore, caricatore, riempitore e scaricatore SONO APPLICABILI ANCHE ALL'IMPRESA CHE RISULTA SOLO COME "SPEDITORE".

    Clicca qui per la nota informativa del Ministero.

    Per ulteriori chiarimenti o situazioni dubbie o particolari gli uffici del CATA sono a disposizione al 0437 851360.

 

 

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